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CARCINOMA DEL COLON-RETTO IN CAMPANIA: COSTRUIRE IL PERCORSO REFERRAL MMG-ENDOSCOPIA-ONCOLOGIA
Febbraio 20 @ 9:00 - 17:15

RAZIONALE SCIENTIFICO
Il carcinoma del colon-retto (CCR) è una delle principali cause di mortalità oncologica nei Paesi occidentali e la sua storia naturale segue la sequenza adenoma–carcinoma, generalmente nell’arco di 7–10 anni. Questo lungo intervallo preclinico rende teoricamente ideale lo screening organizzato, in particolare tramite test immunochimico per la ricerca del sangue occulto fecale (FIT) e colonscopia di approfondimento, con un potenziale significativo di riduzione sia dell’incidenza sia della mortalità.
Tuttavia, il modello attuale di screening in Italia mostra criticità importanti:
- Adesione insufficiente ai programmi di popolazione
- Adesione media nazionale intorno al 35%.
- Ulteriore penalizzazione nel sud Italia ed Isole , dove si raggiunge a malapena il 10% in alcune aree del Sud, inclusa la Campania.
- Dispersione dei pazienti nel percorso di cura
- I dati Giscor documentano una dispersione di circa il 23% dei soggetti che aderiscono: una quota rilevante di pazienti con FIT positivo o con lesioni rilevate non prosegue il percorso nelle strutture di riferimento previste dal programma di screening.
- Molti pazienti si “perdono” in percorsi non tracciati, talvolta presso strutture prive del necessario expertise endoscopica e/o oncologica, con rischio di ritardi diagnostici, trattamenti non ottimali e aumento della variabilità assistenziale.
- Scarsa valorizzazione della popolazione under 50
- L’attuale modello di screening di popolazione è centrato sulla fascia ≥50 anni ma:
- L’incidenza dei CCR a esordio precoce (under 50) è in aumento, verosimilmente correlata a stili di vita sfavorevoli.
- Questa popolazione non entra nei percorsi organizzati e dipende quasi esclusivamente dalla sensibilità clinica del Medico di Medicina Generale (MMG) nel riconoscere i segni e sintomi di allarme (“red flags”).
- L’assenza di un meccanismo strutturato di segnalazione e invio rapido per i casi sospetti under 50 rappresenta una lacuna rilevante dell’attuale sistema.
- L’attuale modello di screening di popolazione è centrato sulla fascia ≥50 anni ma:
In tale contesto, la Campania, caratterizzata da bassa adesione allo screening, alta variabilità organizzativa e significativo carico oncologico, rappresentano uno scenario prioritario per lo sviluppo di progetti “referral-based” che integrino:
- Medici di Medicina Generale
- Endoscopisti operanti in centri mappati e certificati
- Oncologi dei centri di riferimento
- Chirurghi colorettali
con l’obiettivo di:
- Aumentare l’adesione e la qualità dello screening CCR.
- Ridurre la dispersione dei pazienti rispetto ai percorsi regionali designati.
- Intercettare precocemente la malattia nella popolazione under 50attraverso il riconoscimento delle red flags da parte del MMG.
- Garantire tempi rapididal sospetto clinico o dal FIT positivo alla diagnosi endoscopica e alla presa in carico oncologica/chirurgica.
Il corso nasce quindi come momento di confronto multidisciplinare tra oncologi, chirurghi, MMG ed endoscopisti per:
- Analizzare i limiti del modello attuale.
- Definire un percorso di riferimento condiviso (referral pathway) per la Regione Campania.
- Presentare un progetto operativo che includa:
- Mappatura dei centri endoscopici certificati.
- Collegamento strutturato con i centri oncologici di riferimento.
- Definizione di criteri chiari di invio, inclusi i sospetti under 50.

